Archivi del mese: settembre 2014

CONTATTOLOGIA MORBIDA

Non esiste una lente a contatto ideale che si comporti meglio delle altre e quindi ogni portatore deve essere considerato singolarmente cercando di far coincidere le sue caratteristiche, esigenze ed aspettative con le proprietà delle diverse lenti che si hanno a disposizione.
È quindi indispensabile che ci si affidi ad un valido contattologo che abbia un’appropriata conoscenza di base delle proprietà chimico-fisiche dei materiali utilizzati e delle tecniche impiegate nella pratica clinica. Lui stesso infatti, oltre a scegliere la lente più adatta (che rispetti anche dopo anni di utilizzo la superficie oculare), sarà in grado di consigliare una visita specialistica dall’oftalmologo nel caso in cui la lente crea problemi alla salute oculare.
Esistono tantissime tipologie di lenti a contatto morbide presenti sul mercato. La differenza risiede nel tempo di utilizzo, nel materiale e nella geometria (curvatura e diametro).
In generale esistono due grandi categorie di materiali: alcuni meccanicamente meno morbidi (non vi spaventate se appena inserita la lente si avverte la presenza dei bordi) ma che assicurano un elevato apporto di ossigeno alle strutture oculari anche se si utilizzano dalla mattina alla sera e se la lacrimazione è scarsa. Altri materiali più morbidi e sottili che non si avvertono nell’occhio (meccanicamente più morbidi) ma che si asciugano con più facilità e non assicurano un apporto di ossigeno costante soprattutto a chi non ha una buona lacrimazione.
Spesso alcune persone avrebbero bisogno di entrambi i requisiti di sottigliezza e quantità di ossigeno, o di una lente a contatto fatta su misura questo è possibile grazie alla costruzione personalizzata. Si può quindi fare una lente ad hoc scegliendo la geometria e i materiali più adatti alle caratteristiche del portatore.