Blog

IL CONTATTOLOGO

La figura del Contattologo è inerente a quella dell’Optometrista che è specializzato anche nella rilevazione dei parametri corneali e di tutti quegli aspetti tecnici che permettono la realizzazione delle lenti a contatto. Sebbene le leggi di mercato e la globalizzazione spingano alla standardizzazione del prodotto e ad una applicazione “fai da te”, affidarsi ad un contattologo esperto, sia nel caso di lenti a contatto morbide, semirigide o ibride, significa investire sul proprio futuro e sulla sicurezza di poter utilizzare per sempre le lenti a contatto senza avere complicanze!

Foto 1

Nel campo della contattologia, infatti, una lente a contatto che a primo impatto può essere avvertita soggettivamente comoda, non è detto che sia la lente giusta. Una lente a contatto stretta, ad esempio, è molto confortevole, ma alla lunga può provocare danni da ipossia (quasi mai avvertiti soggettivamente) e il conseguente abbandono dell’utilizzo delle stesse.

Foto2Foto-3

Un contattologo esperto lavora in equipe con il medico oculista il quale a sua volta esegue alcuni test prettamente medici (come ad esempio la conta delle cellule endoteliali o la topografia corneale per valutare l’aspetto patologico della salute oculare) ed insieme devono seguire il paziente per valutare da un lato la qualità dell’applicazione e dall’altro la salute oculare nel tempo.

Foto 6Foto -4Foto5

Il centro ottico Occhiali e Dintorni ad Isernia si avvale della collaborazione di un Contattologo laureato in ottica ed optometria presso l’Università degli studi di Milano Bicocca.

Per maggiori informazioni puoi contattare:

Dott. Gentile Archimede

info@occhialiedintorni.it

Tel. +39 0865414052

Fax. +39 08651940122

LENTI A CONTATTO PER CHERATOCONO

Il centro ottico Occhiali e Dintorni si avvale di un sistema applicativo funzionale, basato sull’impiego del topografo corneale computerizzato e di trial set, articolati in differenti design, curvature e diametri, per definire la lente a contatto più adatta ad ogni tipologia di cheratocono: il miglior compromesso tra comfort e visione.

Questo perché non esiste “la lente assoluta” per cheratocono, ma è necessario determinare la miglior geometria di caso in caso.

Ogni tipologia elaborata è frutto di una consolidata esperienza, di un reciproco scambio tra costruttore e applicatore; tutte le geometrie presentano variabili studiate per ricercare il miglior adattamento al profilo corneale di differente grado.

Per ciascun design, è possibile realizzare l’interno con andamento Sferico, Torico, a Flangia Torica, e scegliere la possibilità di un modulo esterno per la compensazione di astigmatismi residui e delle aberrazioni di basso ordine:

Vantaggi per il portatore

Si da la possibilità di provare una lente a contatto per cheratocono sia dal punto di vista funzionale sia del comfort, senza un particolare vincolo di acquisto. Viene realizzata una lente su misura di PROVA che può essere portata a casa ed utilizzata per diversi giorni. In questo modo si consente un adattamento progressivo fuori dall’ambito dello studio contattologico, accelerandone così l’apprezzamento e rendendo il paziente sicuro dell’acquisto delle lenti definitive.

Interna 2

Lente a contatto per Cheratocono di 1° e 2° stadio:

KE
Tipologia indicata su cheratoconi con evoluzione tra il 1° e 2° stadio, in cui la topografia evidenzia un’ectasia ad apice centrale, o con una parziale localizzazione in area pupillare.

In questa geometria Tetracurve, la ZOI ha dimensioni medio piccole, rispetto al diametro totale, e le flange presentano un’estensione incrementale ed un appiattimento lineare.

Si ottengono ottimi risultati applicando la metodica a tre punti di appoggio: clearance apicale di circa 10÷15m e diametri totali medio piccoli.

Interna 1

Lente a contatto per Cheratocono tra il 2° e 3° stadio:

ASK
Geometria a sviluppo conico, con curvatura interna caratterizzata da un’evoluzione continua: la ridotta area ottica è sferica, la zona intermedia è parabolica e la periferia ha una progressione iperbolica.
Indicata in cornee ectasiche con evoluzione media, in genere 2° e 3° stadio, in cui l’analisi topografica rende evidente una morfologia con apice centrato in area pupillare.

Si conseguono ottimi risultati applicativi con lenti di diametro totale piccolo e medio piccolo; le metodiche applicative consigliate sono: quella a sfioramento apicale, con appoggio in tre punti, oppure quella a sollevamento apicale, con clearance di circa 10÷20micron.

Testata

Lente a contatto per Cheratocono tra il 3° e 4° stadio:

KG
Indicata in ectasie di stadio evoluto, tra il 3° e il 4°, in cui l’indagine topografica segnala una morfologia con apice centrale, localizzato in area pupillare, o paracentrale.

Le metodiche applicative consigliate sono: il sollevamento apicale e l’appoggio a tre punti, con sfioramento apicale; i migliori risultati si ottengono impiegando lac di diametro ridotto, con clearance di 10÷20micron.
La geometria è caratterizzata da una ZOI piccola collegata, tramite una flangia di minima estensione, ad un’ampia area intermedia, considerata lo spazio di allineamento al profilo corneale; in periferia è presente una curva di svincolo aperta, per favorire il flusso lacrimale.

Per maggiori informazioni puoi contattare:

Dott. Gentile Archimede

info@occhialiedintorni.it

Tel. +39 0865414052

Fax. +39 08651940122

MANUTENZIONE DELLE LENTI A CONTATTO

La corretta gestione delle lenti a contatto è fondamentale per mantenere la salute dell’occhio. Indipendentemente dal tipo di lente adottato, devono essere seguite alcune linee guida generali:

– Indossare e sostituire le lenti a contatto in base alla pianificazione prescritta dall’oculista.

– Prima di manipolare le lenti, lavarsi le mani con acqua e sapone neutro, quindi risciacquarle ed asciugarle con un panno pulito e privo di lanugine.

– Pulire le lenti a contatto in base alle specifiche istruzioni dell’oculista e alle linee guida del produttore.

1. Non riutilizzare o rabboccare la vecchia soluzione disinfettante.

2. Non usare la soluzione salina o le gocce umidificanti per disinfettare le lenti a contatto. Nessuna di queste soluzioni è efficace o approvata per questo scopo.

3. Non mettere le lenti a contatto in bocca per inumidirle. La saliva non è una soluzione sterile.

4. Assicurarsi di pulire, strofinare e risciacquare le lenti a contatto ogni volta che si rimuovono. Il delicato sfregamento con le dita (ovviamente pulite) contribuisce a rimuovere microbi e residui.

5. In caso di difficoltà nel seguire la procedura di pulizia, è utile comunicarlo all’oculista, il quale potrebbe semplificare le operazioni o prescrivere lenti “usa e getta”.

– Rimuovere le lenti a contatto prima di qualsiasi attività che comporti il contatto con l’acqua, compresa la doccia o il nuoto.

– Conservare le lenti a contatto riutilizzabili nella corretta custodia.

1. Le custodie devono essere strofinate e sciacquate con la soluzione sterile per lenti a contatto (non usare mai l’acqua distillata o del rubinetto), svuotate e lasciate aperte per asciugarsi, dopo ogni utilizzo.

2. Sostituire regolarmente le custodie di stoccaggio, almeno una volta ogni tre mesi.

3. Le custodie di stoccaggio possono essere una fonte di contaminazione e d’infezione. Non usare se rotte o danneggiate.

Soluzioni di pulizia e disinfezione

Soluzioni multiuso: metodo più comune per risciacquo, disinfezione, pulizia e conservazione delle lenti morbide. Nuove generazioni di soluzioni polifunzionali sono efficaci contro batteri, funghi ed Acanthamoeba e contengono ingredienti che migliorano la bagnabilità e il comfort delle lenti a contatto.

Soluzione salina sterile: utilizzata per il risciacquo delle lenti a contatto dopo la pulizia e per prepararle all’applicazione. Le soluzioni fisiologiche non disinfettano, quindi devono essere usate in combinazione con un sistema di disinfezione.

Detergente quotidiano: deve essere usato su base giornaliera, per rimuovere depositi lipidici, proteine lacrimali e sostanze inquinanti ambientali che possono accumularsi sulla superficie delle lenti a contatto. Tuttavia, è bene ricordare che simili prodotti non sterilizzano le lenti.

Alcune gocce di detergente vengono applicate sul dispositivo mentre poggia nel palmo della mano; la lente viene quindi strofinata con il dito indice per circa 10-20 secondi (in base al prodotto) e capovolta per ripetere la procedura sull’altro lato; infine, viene risciacquata con un forte flusso di soluzione salina per rimuovere eventuali residui.

Perossido di idrogeno: può essere usato per disinfettare le lenti a contatto.

– Con i prodotti “due fasi”, il perossido di idrogeno dev’essere sciacquato abbondantemente con soluzione fisiologica, prima che le lenti possano essere applicate.

– Sistemi “one-step” permettono al perossido di idrogeno di reagire completamente, quindi le lenti non necessitano di essere risciacquate prima dell’inserimento, a condizione che alla soluzione sia concesso abbastanza tempo per reagire.

Detergente enzimatico: in forma di compresse, è usato per la pulizia di depositi di proteine, di solito a frequenza settimanale.

Come utilizzare correttamente le soluzioni per le lenti a contatto:

– Usare solo preparati commerciali raccomandati dall’oculista. Certi prodotti devono essere utilizzati solo con alcuni tipi di lenti a contatto.

– Le soluzioni possono contenere conservanti come tiomersale, benzalconio cloruro ed alcol benzilico. Prodotti senza conservanti, di solito, hanno durata di conservazione breve, ma sono più adatti per le persone con allergia o sensibilità ad uno o più componenti.

– Non esporre le lenti a contatto ad acqua di rubinetto, bottiglia, distillata o soluzione salina fatta in casa. L’esposizione delle lenti a contatto all’acqua è stata associata a cheratite da Acanthamoeba, una grave infezione corneale particolarmente resistente al trattamento.

– Non riutilizzare o rabboccare la soluzione per conservare le lenti a contatto nelle custodie di stoccaggio. Gettare tutta la soluzione dopo ogni utilizzo.

– Non usare la soluzione per lenti a contatto oltre la data di scadenza indicata. Acquistare flaconi di piccole dimensioni, in quanto vengono svuotati più rapidamente e per questo presentano meno probabilità di essere contaminati rispetto alle grandi confezioni.

– Non trasferire la soluzione per lenti a contatto in contenitori da viaggio di dimensioni più piccole. Questo può compromettere la sterilità del prodotto ed esporre al rischio di un’infezione oculare. Mantenere il flacone ben chiuso quando non lo si sta utilizzando.

– Se non si utilizzano le lenti a contatto per un lungo periodo di tempo, consultare le istruzioni per determinare se è opportuna una disinfezione prima di indossarle. Alcuni esperti raccomandano che, se le lenti si utilizzano sporadicamente, è meglio considerare l’utilizzo delle “usa e getta” giornaliere.

LENTI A CONTATTO: COME EVITARE RISCHI AL MARE O IN PISCINA

Per chi porta le lenti a contatto occorre fare attenzione perché le irritazioni sono dietro l’angolo: fare il bagno con le lenti, senza le dovute precauzioni, è un’abitudine che sarebbe meglio togliersi definitivamente se non si vogliono rischiare brutte sorprese durante le tanto desiderate vacanze estive.

Regole per limitare il pericolo di infezioni e irritazioni agli occhi:

  • Usare occhialini per nuotare


  • Pulire con cura le lenti a contatto


  • Evitare di strofinarsi gli occhi


Questi sono solo alcuni degli accorgimenti necessari per evitare fastidi durante le vacanze estive, consigliati da Clinica Baviera Italia di Milano, istituto oftalmico specializzato nella correzione dei difetti visivi.

Il rischio infezioni
“Le congiuntiviti”, dice Marco Moschi, direttore sanitario di Clinica Baviera Italia, “sono spesso provocate dal cloro presente nelle piscine e anche dall’eccessiva esposizione al sole. Per questo è opportuno indossare gli occhialini in acqua e, una volta fuori, portare occhiali da sole con filtro UV che coprano per intero l’occhio e lo proteggano dai raggi solari. Per scongiurare possibili contagi infettivi, inoltre, è estremamente importante evitare di condividere asciugamani”.

Come evitare problemi
“Se non si vuole rinunciare alle lenti a contatto”, aggiunge l’esperto, “è sempre meglio indossare gli occhialini per nuotare e immergersi, evitando il contatto diretto tra la lente e l’acqua”.
Il contatto della lente con l’acqua di mare o della piscina, infatti, causa alterazioni dell’idratazione della lente, con una conseguente irritazione oculare.


Inoltre è consigliabile usare un prodotto monouso (lenti a contatto giornaliere) in modo tale da gettarlo dopo l’utilizzo.

Nel caso in cui un granello di sabbia dovesse entrare nei vostri occhi, e in particolare tra l’occhio e la lente a contatto, non strofinate perché peggiorereste la situazione aumentando il rischio di escoriazioni: meglio lasciare agire le nostre lacrime per far uscire il corpo estraneo.

Tratto da www.staibene.it

COME INSERIRE LE LENTI A CONTATTO

Le lenti a contatto sono dispositivi medici da applicare sulla superficie anteriore dell’occhio. Nella maggior parte dei casi, vengono utilizzate come alternativa agli occhiali, per la correzione dei difetti refrattivi, ma esistono anche lenti a contatto destinate ad altre applicazioni mediche od estetiche.

Molte persone indossano le lenti a contatto senza problemi. Tuttavia, per evitare infezioni ed altre complicanze pericolose per la vista, è necessario seguire attentamente le indicazioni per la loro corretta applicazione e manutenzione. Altrettanto importante è la valutazione medica preventiva, che si assicura che il paziente sia un candidato appropriato per le lenti a contatto e che sia in grado di gestirle in modo sicuro.

Prima di applicare le lenti a contatto

Il tipo di lente a contatto prescritto determina le diverse modalità di gestione.    

 Una delle prime cose a cui porre attenzione consiste nel riconoscere se una lente a contatto morbida è capovolta; se applicato nel verso sbagliato, il dispositivo causa un leggero fastidio al contatto con la superficie dell’occhio, in quanto non aderisce correttamente alla cornea, oltre a non correggere il difetto visivo. Un modo per capire se la lente a contatto è capovolta, senza doverla prima applicare, consiste nel tenerla appoggiata su dito. Se il profilo inferiore è curvo, senza spigoli sporgenti e il bordo è rivolto verso l’interno, questa è orientata nel verso giusto. In caso contrario, la lente a contatto è capovolta.

Applicazione e rimozione delle lenti a contatto

Esistono alcune differenze relative alla corretta procedura per l’applicazione e la rimozione di una lente a contatto. In base alle proprie caratteristiche anatomiche, al tipo di lente (morbida o rigida), all’abilità manuale ed alle limitazioni visive cui è soggetto, ogni paziente deve trovare la tecnica che personalmente risulta migliore. In tutti i casi, queste procedure richiedono una certa formazione e pratica da parte dell’utilizzatore. Ogni lente correttiva è confezionata in un blister sigillato e sterile, che deve indicare la corretta gradazione e la data di scadenza. La lente a contatto deve’essere umida e pulita, priva di tagli, graffi o particelle. Se il dispositivo ha un aspetto ruvido, può essere necessaria una pulizia supplementare. Una lente a contatto danneggiata o secca non dovrebbe essere mai utilizzata.

Applicazione. Le lenti a contatto vengono tipicamente applicate nell’occhio, ponendole sul polpastrello del dito indice asciutto, con il lato concavo verso l’alto. L’altra mano può essere utilizzata per mantenere l’occhio aperto.

I problemi possono sorgere se la lente morbida si piega o si capovolge, scivola via dal dito o vi aderisce strettamente (tipicamente se il dito è bagnato). Quando la lente a contatto entra nell’occhio dovrebbe essere confortevole. Un breve periodo d’irritazione può essere normale, se provocato da una differenza di pH e/o salinità tra la soluzione salina e le lacrime. Se invece il disagio persiste, la lente potrebbe essere sporca o danneggiata. La rimozione dall’occhio, la pulizia, l’ispezione e il corretto orientamento dovrebbero risolvere il problema.

Rimozione. La rimozione delle lenti a contatto in modo scorretto può provocare danni al dispositivo e lesioni agli occhi, quindi bisogna fare attenzione durante questa procedura.

Una lente a contatto morbida può essere rimossa pizzicando il suo bordo con pollice e indice. È anche possibile spingerla quanto basta verso il lato dell’occhio per farla piegare verso l’esterno.

ORTOCHERATOLOGIA

L’ortocheratologia è una tecnica non chirurgica con cui è possibile ridurre, variare o eliminare un difetto di vista attraverso l’applicazione programmata di lenti a contatto.
Questa tecnica consiste nell’applicazione di lenti rigide gas permeabili (RGP) con una conformazione particolare, detta a geometria inversa, per modificare la forma della cornea a scopo otticoLe lenti per ortocheratologia producono una riduzione temporanea della miopia cambiando la forma della cornea, che possiede un certo grado di plasticità. L’appiattimento della cornea riduce il potere rifrattivo oculare e, se l’entità dell’appiattimento è adeguatamente controllata, è possibile variare in modo preciso il potere corneale fino a correggere il difetto di vista.
Le lenti a contatto tradizionali sono disegnate in modo da interferire il meno possibile con la forma corneale, mentre le lenti per ortocheratologia sono progettate espressamente allo scopo di appiattire la cornea in modo controllato. Quando la lente è sull’occhio la visione è ottima come con una lente convenzionale rigida gas permeabile e, dopo che la lente viene rimossa, la cornea mantiene la sua forma modificata per un certo periodo e si continua a vedere bene anche senza lente a contatto. Le prime volte l’effetto dura poco per poi stabilizzarsi nei giorni successivi. Una volta ottenuto il massimo risultato, vengono indossate le lenti di mantenimento per stabilizzare gli effetti. A seconda del programma di trattamento le lenti di mantenimento possono essere portate alcune ore al giorno oppure di notte e poi rimosse durante le ore di veglia.

ALTRI METODI

L’ortocheratologia non è l’unico modo per correggere la miopia, altri metodi alternativi di correzione dei difetti visivi sono gli occhiali, le lenti a contatto morbide e rigide convenzionali, le lenti a contatto ad uso continuo e la chirurgia refrattiva. Lo specialista è a disposizione per discutere i benefici ed i rischi di ognuna di queste tecniche.
L’ortocheratologia è riportata in letteratura dai primi anni 60, da allora, dopo un’importante evoluzione scientifica, si è arrivati alla ortocheratologia avanza con lenti a geometria inversa multicurva. La (F.D.A) Food and Drug Administration è l’organo di vigilanza a carattere medico, sanitario sui prodotti commercializzati negli Stati Uniti e nel 1998 ha approvato la prima lente per la riduzione della miopia. Nel 2002 approva, per la terapia refrattiva corneale (CRT), la prima lente a porto notturno per la riduzione di miopie sino a 6.00 diottrie e astigmatismi non superiori a 1.75 diottrie.

Tutte le lenti presenti sul mercato americano sono state approvate dalla FDA.

In ottemperanza al Dec. Ministeriale del 3-2-2003 (GU n. 64 del 18-3-2003)
Al fine di evitare danni agli occhi è importante verificare l’assenza di controindicazioni dal medico oculista e sottoporsi a controlli periodici.

Per maggiori informazioni sull’ortocheratologia:
www.horuscontactlens.com (in italiano)
www.ortocheratologia.it (in italiano)
www.ortho-k.com (in inglese)
www.paragoncrt.com (in inglese)

CONTATTOLOGIA MORBIDA

Non esiste una lente a contatto ideale che si comporti meglio delle altre e quindi ogni portatore deve essere considerato singolarmente cercando di far coincidere le sue caratteristiche, esigenze ed aspettative con le proprietà delle diverse lenti che si hanno a disposizione.
È quindi indispensabile che ci si affidi ad un valido contattologo che abbia un’appropriata conoscenza di base delle proprietà chimico-fisiche dei materiali utilizzati e delle tecniche impiegate nella pratica clinica. Lui stesso infatti, oltre a scegliere la lente più adatta (che rispetti anche dopo anni di utilizzo la superficie oculare), sarà in grado di consigliare una visita specialistica dall’oftalmologo nel caso in cui la lente crea problemi alla salute oculare.
Esistono tantissime tipologie di lenti a contatto morbide presenti sul mercato. La differenza risiede nel tempo di utilizzo, nel materiale e nella geometria (curvatura e diametro).
In generale esistono due grandi categorie di materiali: alcuni meccanicamente meno morbidi (non vi spaventate se appena inserita la lente si avverte la presenza dei bordi) ma che assicurano un elevato apporto di ossigeno alle strutture oculari anche se si utilizzano dalla mattina alla sera e se la lacrimazione è scarsa. Altri materiali più morbidi e sottili che non si avvertono nell’occhio (meccanicamente più morbidi) ma che si asciugano con più facilità e non assicurano un apporto di ossigeno costante soprattutto a chi non ha una buona lacrimazione.
Spesso alcune persone avrebbero bisogno di entrambi i requisiti di sottigliezza e quantità di ossigeno, o di una lente a contatto fatta su misura questo è possibile grazie alla costruzione personalizzata. Si può quindi fare una lente ad hoc scegliendo la geometria e i materiali più adatti alle caratteristiche del portatore.

DOMANDE FREQUENTI

Posso utilizzare le lenti più della data di scadenza?
Risp: esistono due date di scadenza della lente a contatto. Quella scritta sulla confezione che si riferisce alla durata generale della stessa quando non viene aperta; quella scritta nelle istruzioni d’uso che indica il tempo di utilizzo della lente nel momento in cui si apre. NON UTILIZZARE MAI la lente per più giorni oltre quelli consigliati sulla confezione. La lente infatti durante l’utilizzo viene a contatto con batteri, sostanza grasse, oleose, inorganiche (presenti anche nella lacrima stessa), smog, ecc. che la danneggiano. Anche al tatto si avverte che una lente a contatto con maggior durata (mensile) ha più consistenza rispetto ad una giornaliera.

Posso utilizzare le lenti in piscina o al mare?
Risp: L’uso delle lenti a contatto sotto l’acqua non ha particolari controindicazioni. Il rischio maggiore è quello di perdere la lentina se si mantengono gli occhi aperti (se chiusi non c’è pericolo). Ben diverso invece è il rischio infezioni. Ambienti umidi, frequentati da più persone (piscina) presentano un alto tasso di funghi e batteri che possono attaccarsi alla lente e contaminare l’occhio. In questo caso si consiglia l’utilizzo di un prodotto monouso.

Posso sciacquare le lenti con acqua del rubinetto?
Risp: Non usare assolutamente ed in nessun caso l’acqua del rubinetto ma soluzione salina fisiologica o soluzione unica disinfettante. L’acqua contiene batteri, virus, materiali inorganici, cloro e non ha il ph della lacrima (bruciore oculare e deformazione della matrice della lente)